igiene della lingua

La polvere, che bella invenzione!

Anche nel campo dell’igiene dentale l’innovazione si fa sentire.

Ultimamente  sono state introdotte le polveri che, nelle procedure di igiene dentali, tolgono spazio all’uso di ultrasuoni e strumenti manuali.

Gli igienisti le hanno accolte con entusiasmo! Questo perché le loro procedure si son fatte meno invasive nei confronti dei pazienti e più rispettose dei tessuti dentali e gengivali.

Le polveri richiedono maggiore frequenza delle sedute ma agiscono con delicatezza preservando i tessuti dentali.

Ecco come funziona:

per prima cosa si distribuisce una sostanza colorante sulla superficie dei denti e in parte sulle gengive così da evidenziare il biofilm formato dalla placca.

Assieme al paziente si rilevano la quantità e dislocazione del biofilm e si concorda come può migliorare l’efficacia della modalità di pulizia dei denti a casa (quale spazzolino, quali mezzi aggiuntivi, dove insistere di più).

Poi si passa l’AIRFLOW: uno spray di aria-acqua-polvere di eritritolo che asporterà tutto il biofilm pigmentato. L’eritritolo, naturalmente presente nella frutta, ci permette di ottenere una polvere sottilissima (14micron) e quindi non abrasiva. Non risulta tossico.

Una volta asportato il biofilm si controlla se ci sono dei residui di tartaro. Solo in loro presenza si useranno gli ultrasuoni nelle zone interessate.

Interessante per il paziente:

  • manovre di igiene meno traumatiche e molto ben tollerate;
  • l’acqua dell’AIRFLOW-ULTRASUONI è tiepida, molto gradevole per pazienti con alta sensibilità;
  • minor sensibilità dentale dopo igiene;
  • maggior pulizia e mantenimento delle superfici implantari;
  • pulizia accurata per i pazienti portatori di apparecchi ortodontici, (le placchette) in cui sarà facile intercettare eventuali carie;
  • possibilità di cambiare polvere e usare il bicarbonato nei casi in cui le colorazioni (da fumo o altro), siano marcate e diffuse.